Dino Campana letto da Marco Onofrio

LA PRESENZA DI ÈRATO

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L’ideale poetico di Dino Campana nasce all’incrocio fra vita e forma, apertura e cornice, tenebra simbolistica e clarté naturalistica, avanguardia e tradizione. L’arte d’avanguardia, a partire dal futurismo, nasce dal bisogno di offrire forme simboliche alla tecnologia, cioè di rispondere positivamente allo sviluppo meccanico ed elettrotecnico del mondo contemporaneo: vuole fondarsi sul «violento groviglio delle forze nelle città elettriche» (lettera a Papini, maggio 1913). La poesia sorge dalla «febbre elettrica del selciato notturno». Ma il macchinismo e la nuova tematica urbana si collocano in un orizzonte più vasto di trasfigurazione, che dialoga con i segni del cosmo, fra tempo ed eternità. Il percorso di Campana aspira alla liberazione orfica, alla dinamica ascensionale verso una più vera patria

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