“Come John Fante….prima di addormentarmi”, di Ambra Simeone, Recensione di Giuseppe Callegari

9788890866012I racconti di Ambra Simeone, nel libro Come John Fante… prima di addormentarmi, nascono da pensieri e frasi che le sono state regalate da altri e che lei trasforma in storie, mutuando dal film Lo stato delle cose di Wim Wenders la riflessione per la quale: “Le storie esistono solo nelle storie perché la vita scorre nel corso del tempo senza bisogno di storie.” Un aspetto molto interessante della sua scrittura è che riesce a fare due cose apparentemente in antitesi: contestualizzare, temporizzando sequenzialmente attraverso la catena, che lei fa diventare lieve, del filo conduttore e, nello stesso tempo, decontestualizzare, dilatando e restringendo la narrazione attraverso un sapiente missaggio fra balzi in avanti, repentini ritorni indietro e un presente che oscilla fra questi due momenti, ma è anche in grado di dilatarsi a dismisura. In pratica, si può leggere appassionandosi al racconto ed è possibile fruire dei singoli momenti della narrazione stessa, astraendoli dal contesto e ridisegnarli nella nostra vita quotidiana. Ci sono momenti, nei suoi racconti, che le parole diventano piccoli e brevi aforismi, sono il segnalibro che si espande attraverso immagini che il lettore può immaginare e non si limitano a illustrare le parole, ma ci offrono nuovi e creativi orizzonti che riflettono sul cammino quotidiano. Nei racconti di Ambra, il filo conduttore è costituito da una scrittura giovane, per certi versi acerba (nel senso di essenziale), che abbraccia tutte le storie raccontate e, nello stesso tempo, traspare la volontà di ribellarsi a una società che, impedendo l’esplosione dei sentimenti, spegne la vita quotidiana e si trasforma in un cinico vecchio, senza speranze, che non può negarsi alla dittatura della festa dei consumi. Questo libro potrebbe esser paragonato a un grande arlecchino, che cresce, pagina dopo pagina, costruito progressivamente perché ciascuno porta un pezzo di stoffa colorata per confezionare un vestito nuovo. Uomini e donne, afferrano coriandoli variopinti e li trasformano in un semaforo che regola un traffico di emozioni, relazioni, sensazioni, apprendimenti e comunicazioni. Con Ambra si viaggia e si scopre il mondo che anima i vari personaggi, ma si è anche costretti a fermarsi e comprendere che l’incontro con l’altro è una scoperta che provoca il rimescolamento delle carte quando ci si imbatte in una voce, uno sguardo, una presenza che ti invitano a fare una sosta. E qui si può trovare un’altra apparente contraddizione perché, da un lato, si sussurra, con il fluire della scrittura, che racconta, soprattutto, di esseri curvi che osservano lo scorrere del tempo senza speranza, dall’altro, si grida la necessità di cercare e, soprattutto, riuscire a vedere, quei piccoli semi, nascosti fra le pieghe della quotidianità, in attesa del soffio della vita che si genera con l’incontro. Attraverso la ribellione, Ambra, riesce a farli diventare complementari. Infatti, di fronte all’impotente disfacimento che le sta di fronte, scrive per scuotere i dormienti e indica quell’universo nascosto che non trova mai spazio in prima pagina e che può essere scoperto solo fra le pieghe di trafiletti, accuratamente mimetizzati da titoli roboanti. Ecco, John Fante…prima di addormentarmi e un insieme di trafiletti che raccontano una storia delle storie.

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