Nazario Pardini. Due poesie: “Alba” e “Francesca”

toscana1

Da Poemetti onirici

Alba

Era bello vederla camminare per strada
col dolce portamento
di donna naturale. Sempre in mano
un mazzetto di fiori che mieteva
o sui cigli o nei campi ove incedeva
balzando da fossette con mossette
da elegante cerbiatta. Pure il nome
le si addiceva. Alba. Un po’ rosata
come quella che sorge aperta e schietta
oltre quei monti poco in lontananza,
e nello stesso tempo tanto chiari
da sentirli a portata, al mio paese.
Le era buon compagno un sorridente volto
per quelli che accostava.
Eppure contadina non sembrava
a meno che palpassi la sua mano
impastata di creta e modellata.
Era, paese, il tempo che flettevi
le mura d’aria sopra i biondi grani.
E lei li diradava, canticchiando,
dai sanguigni papaveri
così rossi come il sole di giugno
quando esplode a radere le terre.
Tu, tanto più vecchio, puoi rammemorare
i lunghi crini fulvi come spighe
pronte oramai per essere recise
dalla falce lucente. Anche la luna
si metteva a sostare, assieme a lei,
discesa a terra a sfidare le lucciole.
E quanto amava stare là in prima sera
quando l’asolo porta le sue essenze
d’erbe mature che avide di guazza
si accalcano di aromi. Ti ricordi?
“Falbe le mie parole nei meriggi
ti siano come i trilli delle foglie
del quercio nella mano. Sempre fresche
saranno alla calura risplendente
attorno alla sua chioma. Sentirai
l’animo ardente penetrarti a fondo
da gaie primavere.” Le mie rime
continuavano fluenti come l’onde
fiottanti dei suoi grani. Mai le lessi
quei versi giovanili. Solo un giorno
trovai il coraggio e forse avrei gridato
i piacevoli suoni. Era il mattino:
i voli dei rondoni
radevano di gridi il suo cortile
gravido di richiami.
Ma la voce del padre mi mozzò
quell’entusiasmo. Il balzo ho dentro l’anima:
si defilò fulmineo il suo profumo
di ghianda novellina. Mio paese,
siamo due oggetti in mano ad un destino
abbastanza impietoso. Tu lo vivi
con l’animo di pietra consumato
da secoli di storia, ed io lo vivo
da fragile mortale: un solo fatto
può essere sì forte dentro me
come duemila messi assieme. Si
rischia la morte se viene l’autunno.
Si ammalava nel cielo ogni esplosione;
solo un ricordo il tempo delle spighe!
E furono asfodeli e crisantemi
i fiori che associavano
i fradici scolori di stagione.
È doloroso il ricordo. Ed è inutile,
l’estremo pensiero del male
che una stagione porta sempre eguale
a ogni lembo di terra. Così giovane
passire con le foglie quando i canti
son meno cristallini,
non so!, ma forse ad Alba fu più caro.
Tutto era amaro: lungo le tue strade
povere e invecchiate, sopra le facciate
malate di novembre, e a te d’attorno,
ovunque, piccolo spazio in certi
fatti così greve, o mio paese,
da non sembrare certo innocua terra.

Da I canti dell’assenza

Francesca

Francesca mi parlava sulla rena
infuocata dal sole dell’estate.
Mi parlava del mare, della vita,
delle colline verdi che accendevano
i loro abbrivi in cuore al blu del cielo.
Mi diceva Francesca dei suoi sogni,
della sua casa candida assediata
da boschi e girasoli. La campagna
l’aveva dentro il cuore. E la vedeva
anche in quel mare inquieto e sconfinato –
ci si sperdeva libera -.
“E’ verde il mare come la mia avena”,
mi diceva Francesca. E delle assenze
mi parlava: di quella di sua madre.
Del dolore, del pianto, ma dagli occhi,
schegge di rara giada, le schizzavano
le parole non dette. Poi un bel giorno
mi raccontò di un sogno – le tremavano
le labbra e ed i pensieri -: “Fui rapita
e trasformata in una nube bianca.
Fui trasferita in cielo in compagnia
del brillio delle stelle e dell’azzurro.
Sì!, proprio là restai tutta la vita;
fra l’assenza dei mali e dei dolori;
spersa nell’aria pura dell’eccelso”.
Un giorno il sole a picco dell’agosto
forava l’ombrellone. Ed io attendevo.
Mi mancavano già
i sogni, le parole,
il suo tremore,
le mosse sensuali delle labbra,
quei gesti di fanciulla un po’ innocente,
disposta a rovesciare sulla rena,
calda d’estate, l’anima serena
e il suo futuro. Mi mancava Francesca.
Mai più la vidi. Mi dissero di lei…
Realizzò il suo sogno. Volò in cielo.
Un’altra stella in più in cuore all’azzurro.
Od una nube bianca che volteggia
libera, Francesca, verdi gli occhi,
color di cioccolata la sua pelle.
ruellesToscana1
Nazario Pardini è nato ad Arena Metato (PI). Critico letterario, saggista, blogger, poeta, laureatosi in Letterature Comparate e successivamente in Storia e Filosofia, è inserito in Antologie di rilievo. Per citarne alcune: “Delos” (Autori contemporanei di fine secolo) edita da G. Laterza, Bari 1997; Antologie Scolastiche “Poeti e Muse” edite da Lineacultura, Milano 1995, 1996; Antologie “Blu di Prussia”, di E. Rebecchi, Piacenza 1997 e 1998; Antologia Poetica “Campana” di P. Celentano, A. Malinconico, e Bàrberi Squarotti, Pagine, Roma 1999; G. Nocentini, “Storia della letteratura italiana del XX secolo”, S. Ramat – N. Bonifazi – G. Luti, Helicon, Arezzo ‘99; Dizionario Autori Italiani Contemporanei, Guido Miano Editore, Milano 2001; Ferruccio Ulivi, Neuro Bonifazi, Lia Bronzi, Dizionario degli autori italiani del secondo novecento, Helicon 2002; “L’amore, la guerra”, a cura di Aldo Forbice, Rai – Eri, Radio Televisione Italiana, Roma, 2004 […]. Ha pubblicato 22 sillogi di poesia, un libro di racconti, (tutti premiati) note critiche e prefazioni per numerosi autori contemporanei. Moltissimi i premi letterari vinti, fra cui nella terna (Baudino, Mussapi, Pardini) al Premio Pisa 2000 con l’opera Alla volta di Leucade. Hanno scritto di lui critici famosi, fra cui: M. Luzi, G. Luti, V. Vettori, D. Carlesi, S. Guerrieri, P. Ruffilli, N. Di S. Busà, G. Giacalone, L. F. Accrocca, B. Sablone, A.Piromalli, S. Ramat, V. Esposito, Malinconico, E. Rebecchi, A. Nazzaro, A. Spagnuolo, Bàrberi Squarotti, L. Bruno, A. La Rocca, C. G. Lapusata, P. Celentano, B. Marniti, N. Bonifazi…, e riviste specializzate, fra cui “Poesia”. Il “Città di Pontremoli 2012” è l’ultimo Premio Letterario vinto con l’opera:
L'azzardo dei confini
L’azzardo dei confini, BookSprint, Salerno, 2011, pp, 220. L’ultima opera edita: Scampoli serali di un venditore di arazzi, The Writer Edizioni, Milano, 2012, pp, 222.
Pardini_2012Pubblicazioni: Foglie di campo. Aghi di pino. Scaglie di mare, L’Autore Libri, Firenze, 1993, finalista al Premio Editoriale omonimo; vincitrice del Premio “Cava De’ Tirreni”, Cava De’ Tirreni; del Premio “La Pieve”, Baccano-Arcola; del Premio “Trasimeno”, Perugia; del Premio “Identità”, Pontedera; del Premio “Duomo” Orvieto; del Premio “Clitunno”, Perugia; Le voci della sera, L’Autore Libri, Firenze, 1995 (con prefazione di F. Romboli), vincitrice del Premio “Le Stelle”, Savona; del Premio “Cava De’ Tirreni; del Premio “S. Benedetto”, Norcia; Il fatto di esistere, Lineacultura, Milano, 1996 (con prefazione di N. Di Stefano Busà), vincitrice del Premio Editoriale omonimo; vincitrice del Premio “San Leonardo”, Parma; del Premio “Il Portone”, Pisa; del Premio “Città de La Spezia”, La Spezia; del Premio “Calentano”, Corato; La vita scampata, Il Portone/Letteraria, Pisa, 1996 (con prefazione di S. Guerrieri), vincitrice del Premio Editoriale omonimo; del Premio “Calentano”, Corato; del Premio “C. Tacito”, Terni; del Premio “Le stelle”, Savona; L’ultimo respiro dei gerani, Lineacultura, Milano, 1997 (con prefazione di N. Di Stefano Busà), vincitrice del Premio “Città de La Spezia”, La Spezia; La cenere calda dei falò, Il Portone/Letteraria, Pisa, 1997 (con prefazione di S. Sodi), vincitrice del Premio Editoriale omonimo; del Premio “Padus Amoenus”, Sissa; del Premio “Maestrale S. Marco”, Sestri Levante; Elegia per Lidia, Centro Culturale “Il Golfo”, La Spezia, 1998, vincitrice del Premio Editoriale omonimo; del Premio “Violetta di Soragna”, Parma; Suoni di luci ed ombre, Il Portone/Letteraria, Pisa, 1998 (con prefazione di G. Albanese), vincitrice del Premio Editoriale omonimo; vincitrice del Premio “Calafuria”, Livorno; Gli spazi ristretti del soggiorno, Editoriale “Le Stelle”, Savona, 1998 (con prefazione di R. Pancini), vincitrice del Premio Editoriale omonimo; Sonetti all’aria aperta, Il Portone/Letteraria, Pisa, 1999 (Vernacolo, con prefazione di B. Gianetti), vincitrice del Premio “Fucini”, S. Giuliano T.; Paesi da sempre, Chegai Editore, Firenze, 1999 (con prefazione di E. Andriuoli), vincitrice del Premio Editoriale “Parole” Firenze; del Premio “S. Gennaro Vesuviano”, (NA); Alla volta di Leucade, M. Baroni Editore, Viareggio, 1999 (Con prefazione di V. Vettori e postfazione di F. Romboli) vincitrice dei Premi: Tanzi, S. Mauro. a Signa; Aeclanum, Mirabella E.; Violetta di Soragna, Parma; La fonte di Ippocrene Modena; Premio Le Muse Pisa; Radici, Edizioni G. Laterza, Bari, 2000 (con prefazione di A. La Rocca), vincitrice del Premio Editoriale “Calentano” Bari; Si aggirava nei boschi una fanciulla, Edizioni E.T.S., Pisa, 2000 (Con prefazioni di D. Carlesi e V. Vettori) Segnalazione Speciale al Premio Pisa 2000; vincitrice del Premio “Bargagna”, Pontedera; D’Autunno, Edizioni E.T.S., Pisa, 2001 (Con prefazione di C. G. Lapusata), vincitrice del Premio “La fonte d’Ippocrene”, Modena; Le simulazioni dell’azzurro, Edizioni E.T.S., Pisa, 2002 (Con prefazione di F.Romboli e Postfazione di Lucia Bruno); Poesie di un anno, Antonio Carello Editore, Catanzaro, 2002; Dal lago al fiume, Edizioni E.T.S., Pisa, 2005 (con prefazione di P. Fabrini); Canti d’amore, Edizioni Booksprint, Buccino, 2010, vincitrice del Premio “Di Liegro”, Roma; Riccardo. Racconti brevi, Edizioni Booksprint, Buccino, 2010, vincitrice del Premio “S. Maurelio”, Ferrara; L’azzardo dei confini, Edizioni Booksprint, Buccino, 2011, vincitrice dei Premi: “Toscana in Poesia” Viareggio; “Via Francigena”, Brescia; “Il Forte”, Forte dei Marmi; “Città di Pontremoli”, Aulla; “Aeclanum”, Mirabella Eclano; “Paestum”, Paestum; “Premio Nazionale di Arti Letterarie”, Torino; Scampoli serali di un venditore di arazzi, The Writer Edizioni, Milano,2012;Dicotomie, The Writer Edizioni, Milano, 2013.In gran parte edite come vincitrici di premi editoriali;Lettura di testi di autori contemporanei; I simboli del mito (Premio Pomezia);
A colloquio con il mare e con la vita (Premio Libero de Libero).
9788897341536Canti d'amore

Annunci

Commenti disabilitati su Nazario Pardini. Due poesie: “Alba” e “Francesca”

Archiviato in poesia versi, Uncategorized

I commenti sono chiusi.