POETI IN CONSOLLE: Met Sambiase

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Simonetta Sambiase (Met in arte)fa studi Artistici (Michele Sovente come docente di Letteratura contemporanea) e ha passione per la scrittura. Pubblicista, impiegata part-time, coordinatrice femminile dell’Ust della Cisl di RE. Ha curato dei progetti culturali fra cui Duplice complice, Senza abbassare lo sguardo, Fibrarosa e l’operato poetico di Cose Salve (marzo 2013, insieme a Pina Piccolo, sul terremoto dell’Emilia) e ha collaborato a Il Cielo di Lampedusa (Modena novembre 2013). Cura insieme a Federica Galetto, il progetto “Exosphere” e collabora con il blog “Carte Sensibili”. Fra i suoi lavori editi Coniugazione singolare con la postfazione di Milo De Angelis, I quaderni dell’agnizione con il contributo dell’associazione Lucaniart e la prefazione di Lorenzo Mari e Leporis (in)canti matrigni. Il libro d’esordio è stato Una clessidra di grazia. E’ stata segnalata al premio Giorgi, al premio San Vitale di Bologna e al Premio Fortini (II e IV ed). Finalista di Verba Agrestia 2012 e 2013, è stata scelta nel concorso per la V edizione di 8 poetesse per l’8 marzo. Varie partecipazioni in antologie, fra cui l’antologia “Sotto il cielo di Lampedusa” (prefazione di E. De Luca) dei 100thousand poets for change, gruppo di cui fa parte nel suo territorio regionale e varie antologie su tematiche sociali. Il link del suo blog personale è “Il Golem femmina”: http://methsambiase.wordpress.com/.

(Inedita)

Ci si addormenta nelle parole e negli addii
si zittiscono
le porte, il suono si assopisce su di noi
e sulle lingue o ci avvinghia al collo
troppo vicino alla morte del passato amore,
di ogni amore uscito e non tornato
come si pensava che fosse,
come scemato e disperso
l’intenso vortice di passione
sorella di te stessa o madre notte o gatta da strada
ancora sole dentro le case
dove tutti e molti tentano di seppellirci
come amanti assassini.

***
da I quaderni dell’agnizione
***
images
Potrebbe alla fine riempirsi di tanto in tanto
sarebbe uno specchio di terra, sembrerebbe
l’Apocalisse nei tombini, nei canali in piena
nelle rigature nervose delle conchiglie
ma lo spazio che ingrigia il cielo è una lebbra
non si cura
al caldo delle lenzuola di casa o delle nostre certezze
nel buio appare qualcosa che ogni goccia
non può più asciugare
la pioggia scioglie ogni cosa
la pioggia sradica le cose
scioglie i trucchi delle donne e le loro nostalgie ignude.
***
Ce n’è voluto per chiamarti
figlio
e mio ossigeno ed io tua elettrogena madre
smagrire i nomi che ti ho dato
lasciarti abitare fuori di me
riparare il cordone che m’ha fatto forma e lingua
ero un monastero
tra i tuoi piedini nudi
che lo percorrevano freatici
assidui anni di bianco e nero
transizione del participio
dell’esserti e dell’averti, l’avere
rimettendoti al mondo
un’antologia di vita che annienta ogni pagina precedente
nei caratteri, nei segni e negli incroci
di quegli occhi – volpi antiche – e disordine
la dismissione di ogni morte – sei –
la dimora
che mi assomiglia e mi lacrima l’occhio.
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5 commenti

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5 risposte a “POETI IN CONSOLLE: Met Sambiase

  1. L’ha ribloggato su Il Golem Femmina e ha commentato:
    in Consolle – Sul blog ” la distensione del verso”. Grazie infinite.

  2. Grazie Sandra dell’invito e soprattutto dell’accoglienza. E’ davvero un piacere distendersi nei versi, del resto….

  3. Sono versi densi, curati uno ad uno, questi di Simonetta Sambiase. Nel leggerli ci si legge, ci si riscopre “composite”, composte dalle innumerevoli donne che ogni donna racchiude.
    Complimenti Met!