I MAESTRI: Mario Specchio

mario specchio premio il fiore luglio 2008
Mario Specchio (Siena 1946-2012) è stato poeta, critico, saggista e illustre germanista. Ha insegnato Letteratura Tedesca e Traduzione Letteraria presso l’Università di Siena. Centrali, negli anni della sua formazione, sono gli incontri con lo scrittore Romano Bilenchi ed il poeta Mario Luzi al quale ha dedicato il volume Colloquio, edito da Garzanti, 1999, una biografia critica in forma di conversazione. Ha pubblicato i libri di poesia A piene mani, Vallecchi 1974, Nostalgia di Ulisse, Passigli 1999, Da un mondo all’altro, Passigli 2007, e il volume di racconti Morte di un medico, Sellerio 2004, con Prefazione di Antonio Tabucchi. Delle sue tante traduzioni da Goethe, Rilke, Hesse e Celan, ricordiamo Urfaust di Goethe rappresentato alla Biennale di Venezia nel 1985 e Poesie alla notte di Rilke, 2000, ancora di Rilke, La vita di Maria, 2007. Ultima sua opera letteraria è stata Passione di Maria, Edizioni Feeria, San Leolino, 2013, pubblicata postuma e illustrata con preziosi dipinti di Ernesto Piccolo.

Da Passione di Maria:

XIII

Risorgerai, lo so, ma non mi basta.
E noi quando potremo riabbracciarci?
E sarà in questa carne, in queste vesti
nel colore degli occhi
nel sorriso
che solo qualche volta nell’infanzia
ho visto illuminare il tuo bel viso?
E se in modo diverso come allora?
Lo so, si sta perdendo la mia mente
ma nelle viscere di una madre
neppure l’occhio di Dio può penetrare.
Perdona, sono nata da donna
sono terra
sono fragile come ora lo sei tu
e il prezzo da pagare è disumano.
E se è solo così che si riscatta
il male della terra
io ti domando
Figlio, figlio di carne
quale cielo
sarà tanto lontano dalla cima
di questo monte
da conservare intatto il proprio azzurro?
*
ernesto piccolo-2
XV

Mi sono portata con fatica
sino al sepolcro,
mi hanno detto che sei resuscitato
ed ho guardato
il tuo cielo
il cielo che tremò quando gridasti
Dio mio, Dio mio
perché mi hai abbandonato?
Ora è azzurro
e le nuvole d’aprile
hanno dimenticato quanto accadde
solo tre giorni fa,
anche la ferita più profonda
rimargina presto
a primavera.
Ora tutto è finito
sei tornato
alla patria celeste
so che presto
mi porterai con te.
Ti attendo Figlio
attendo quel momento
e ne ho spavento
lasciare questa terra
sarà più difficile per me
di quanto fu per te.
Ma sono qua, ti attendo,
fu soltanto un’attesa
la mia vita.
NZO-passione di maria
*
Congedo

Pittore che hai finito i tuoi colori
dipingi con il sangue
non lasciare
interrotto il ritratto della vita.
Altri verranno e aggiungeranno terra
di Siena ocra e arancione
allo strano disegno che tu tracci.
Ma tu solca col sangue la tua tela
i colori più belli sono quelli
che nessuno ricorda
sono quelli
che il vento ruba ai fiori
e agli aquiloni.
da A piene mani, Vallecchi, 1974

Annunci

2 commenti

Archiviato in Uncategorized

2 risposte a “I MAESTRI: Mario Specchio

  1. Una poesia schietta, leale, morbida dove il gesto è suggerito da uno scrosciare d’animo sul davanzale del sogno. Sogno rievocativo tanto forte da farsi reale in questo armonico gioco di armonie stilistiche. Ed è la spiritualità e questo abbandono ad una ricerca di appagamento e di beatitudine a fare di una “preghiera” un poièin contaminato da inquietudini umane.
    Nazario

  2. L’incontro con Mario Specchio è stato per me prima che incontro con lo scrittore, il poeta e lo studioso, incontro con una bella persona. Mario Specchio era una gran bella persona. Un uomo umile e semplice, nonostante l’elevata posizione sociale e culturale che ricopriva, un uomo che aveva un sorriso e una buona parola per tutti, e un visibile amore per la vita, il mondo e tutte le creature. Mi sono presentata a lui semplicemente, come una principiante del mondo delle Lettere che aveva da poco pubblicato una plaquette di diciannove poesie, e mi ha accolto e trattato da pari a pari, chiedendomi giudizi, opinioni e ascoltando sempre con grande interesse quello che dicevo. Ha mantenuto verso di me affetto e amicizia fraterna e disponibilità al confronto fino alla fine dei suoi giorni, facendomi partecipe della sua interiore ed unica profondità di sentire. E’ stato portatore di uno stile nuovo nella poesia contemporanea, e unico. E di questo proverò a scrivere in modo più motivato ed approfondito appena il tempo e la conoscenza della materia lo consentiranno. Credo che la sua opera anche se costituita da quattro volumi di poesia e da uno di racconti, oltre naturalmente ai saggi preziosi e alle traduzioni, sia di grande valore e destinata a lasciare il solco. Vorrei che fosse conosciuto e ricordato di più.
    Ha dedicato l’intera vita, fino all’ultimo giorno, alla letteratura e alla poesia.
    Sandra Evangelisti