POETI IN CONSOLLE: Mariano Menna

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Mariano Menna è nato a Benevento nel 1994. Ha conseguito la maturità scientifica presso l’istituto Polispecialistico Gandhi di Casoria. E’ iscritto al primo anno del corso di laurea in Filosofia presso l’Università Federico II di Napoli. E’ risultato vincitore del Concorso Nazionale “Scrittura attiva” di Tricarico, nella sezione giovani, con la poesia “La ballata del vagabondo” nel 2012. E’ membro cofondatore della corrente artistico-letteraria del Labirintismo, il più grande movimento d’avanguardia del 2000 con più di 200 iscritti. Ha pubblicato due raccolte di poesie, La grande legge e La pagina bruciata, edite entrambe da Marco Del Bucchia editore. Nel 2013 è risultato secondo classificato nella sezione “Giovani” del concorso Nazionale “Città di San Giorgio a Cremano”. E’ stato inserito nell’antologia “Poesia per Dio” curata dalla casa editrice “La Ziza” con la poesia inedita “La scelta”.

Da La pagina bruciata, Marco Del Bucchia Editore, 2013

Al chiaro di luna
La penombra rivela il suo aspetto al promontorio:
angelico volto dai dolci e lievi pendii,
dama insaziabile di cineree speranze,
scrigno eterno delle umane rimembranze;
una pallida fiaccola si specchia nelle acque,
si impone prepotente nel cielo stellato,
eclissa l’oscurità con regale arroganza,
è il faro degli amanti che si eternano di notte.
Occhi si cercano al chiaro di luna,
si trovano, si perdono, si illudono ancora;
basta l’accenno di un sincero sorriso,
la penombra si squarcia ed è luce sul viso
ed è carezza di labbra che tremano.

Faustus

La conoscenza ammalia le menti innamorate
– le coscienze che nel disio restano intrappolate –
come oppio ti annienta col sollievo dell’istante:
un glossario al posto di un’ anima già assente.

Feretro dell’uomo che si spinse all’avarizia,
giacché al di fuori di quel libro non vi fu delizia.
Il Flegetonte s’incanalò nel sangue delle vene:
bastò una firma rossa per dar vita alle sue pene.

L’errore non si lava come la più bianca scogliera,
la macchia anzi si estende, mentre inizia la bufera:
nell’animo, la morale non perdonerà mai l’affronto
dell’ingordigia che ha spolpato, senza pensare al conto.

Conto che si presenterà puntuale come la morte:
dáimōn non accetta proroghe, sicché si fa forte,
l’anima accarezza, poi maltratta con violenza,
la stupra, la rapisce e ride della conoscenza.

Fotografie

Ricordi della vita che corre e mai rallenta,
visi ormai cambiati dagli anni e dagli eventi;
immobili, ma eternano sorrisi ora già spenti:
maceria è un grattacielo senza fondamenta.
Amanti divisi, su carta ancora uniti;
due mani senza anni si stringono sincere,
perché non finiscono le promesse vere,
perché i suoi occhi non sono mai sbiaditi.
Bambini ora già uomini di un’altra società,
emblemi di un tempo che resta nel passato,
tutto in bianco e nero, ma mai dimenticato:
senza memoria, non c’è felicità.

Granelli di sabbia

Ammucchiati, ma soli per sempre,
come granelli di sabbia indifesi:
si compattano col mare, per illudersi,
ma è solo fango ciò che diventano;
il vento li getta in un vortice d’aria,
che lascia posto al vuoto abissale.
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1 Commento

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Una risposta a “POETI IN CONSOLLE: Mariano Menna

  1. Nella poesia di Mariano Menna la parola poetica è incisiva, ma anche carica di immaginazione. Usa metafore e assonanze. Mariano suona le sue note sul registro della quotidianità, ma anche su quello delle emozioni e dei sentimenti. I riferimenti all’opera letteraria di altri autori sono precisi e motivati , e soprattutto non costituiscono un mero esercizio letterario, ma trovano il loro fondamento in una ispirazione autentica.
    L’autore riesce a parlare della vita e della storia usando un linguaggio poetico autentico e coinvolgente, con uno stile proprio e personale, non riconducibile a correnti univoche, perché tocca molti registri e argomenti differenti.
    Sandra Evangelisti