Sandra Evangelisti. «La schiava». Risposta a “Il ritorno del proconsole” di Zbigniew Herbert

Grazie a Giorgio Linguaglossa per lo spazio prezioso che mi ha dedicato.

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

cassandraLa schiava

Non tornerò alla corte di Cesare, non ora.
Sono la concubina che succhiava miele e ambrosia
distesa, che preparava le carni e i capelli fluenti
al suo tocco. La schiava.
Qui in Provincia è tutto più spoglio.
Non ci sono obelischi e folle in tumulto
volto romano di donnanon ci sono leoni
macchiati di sangue o gazzelle offerte alla resa,
ma panni di lino grezzo e mani impastate di terra,
e il sudore di carne e di calli.
Il proconsole mi ha reso libera in terra succube.
Sono serva e lavoro per vivere.
Non so se lui tornerà da Cesare.
Forse si metteranno d’accordo, lo so.
Qui governo la casa, pulisco e cucino,
al mercato compero pesce e verdura
volto donna romana 1faccio il pane nel forno ogni giorno.
Ma non posso tornare da Cesare: sarei preda.
Obbediente al folle gioco di un desiderio
perderei vita e rispetto.
Ho la pelle bruciata dal sole…

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