UNA POESIA INEDITA di Sandra Evangelisti

Vorrei giocare ma non riesco
– Con le parole come sempre –
E vedo quelle labbra che non sono mie.
Tu che la tieni e fremi.
Si spezza il desiderio ad un rifiuto.
Fossero state le mie labbra
rosse fra le nubi, davanti al muro
inviolato della cattedrale
-quella del tuo sentire e fremere-
Rivedo un lago nella valle
Rivedo le montagne ed un rifiuto
-non più mio-
Avrei voluto essere sirena che sguscia
nel fondo delle acque
folletto libellula nel vento
Il bianco dei marmi, le nuvole
nel cielo ed i colori decisi
dal verde all’azzurro
all’indaco e al turchino
L’aria che entra e mi fa sua.
Lasciarsi andare al vento
– ecco il mio sogno –
disperdersi nell’incavo dell’alveo
di quel fiume tra gli arbusti
e l’aria di un azzurro che si unisce al verde delle acque
come quest’ anima che fugge e non ha pace.
-Non l’ho più trovata-
-Dov’è pace?-
Mi sembra di essere tranquilla- almeno-
ma l’entusiasmo e la voglia di volare
se ne sono andati.
È l’abitudine forse che solleva
il capo la mattina e se lo porta a sera
Una forza di inerzia passeggera che trasporta
L’anima- l’anima- è nella giovane sirena
scomparsa nell’incavo del fiume
nel vuoto pieno delle acque unite al cielo
in un connubio eterno e magico.
Ti ho visto davanti ad una cattedrale
il viso bianco e pallido
e le tue labbra
le mie socchiuse ed incantate
non erano abbastanza rosse

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1 Commento

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Una risposta a “UNA POESIA INEDITA di Sandra Evangelisti

  1. Cara Sandra, ti ho letta e sono rimasta incantata…
    Chapeau
    Un abbraccio
    Mistral