MICHELA VITTURI, “La tempesta dell’amore”, Biblioteca dei Leoni, 2014, Prefazione di Sandra Evangelisti

65939662014VITTURICon La tempesta dell’amore, Michela Vitturi ci offre il suo secondo lavoro poetico.
Il primo, pubblicato nel 2009, aveva per titolo Ultravioletto. Entrambi i titoli contengono parole chiave per affrontare lo stile di poesia della Vitturi. L’ultravioletto, infatti è quella radiazione termica che ha una velocità immediatamente inferiore a quella della luce visibile, ma superiore a quella dei raggi X; è l’ultimo colore dello spettro dopo il viola.
Quel raggio invisibile, ma presente, che viene subito dopo l’ultimo raggio di luce di un arcobaleno. La poesia di Michela Vitturi si può identificare con quel raggio, Michela stessa è quel raggio. La poetessa veneziana, infatti, riesce a percepire e a tradurre in versi quel “quid” che appartiene alla realtà quotidiana e visibile, ma che solo chi è dotato di una particolare sensibilità e di un talento autentico e naturale per la scrittura, può tradurre in versi come quelli che andremo a leggere. E il “qualcosa di più” è l’amore per la vita, per la persona amata, per la figlia, per la natura, per il mare e per la città natale.
Ma l’amore nella vita dell’autrice, come un po’ in tutte le vite, è “tempesta”.
La vita è un percorso fatto di momenti felici come la compagnia della persona amata e la nascita di un figlio, ma anche di dolore e di solitudine, che spesso prevalgono sulla gioia(“Tempesta d’amore”).
Anche nei momenti più difficili la mano della persona amata aiuta a ritrovare in fondo all’ultimo orizzonte un sole che spunta.
In questa poesia ci sono un profondo spirito religioso e una forte sintonia con la natura, che aiutano a ritrovare una serenità che riappacifica con se stessi e con il mondo.
L’incipit “Sic transit gloria mundi”, tratto dal “De Imitatione Christi” testo religioso di autore anonimo, probabilmente datato intorno al XV° secolo, è significativo di questa semplicità quasi “ascetica” che informa tutto il libro e anche lo stile della poetessa.
L’autrice si sente un tutt’uno con la natura e cerca in alcuni momenti la simbiosi fra il proprio corpo e la Madre Terra: in questa perfetta unità creaturale trova pace e quiete :”La mia anima/ riposa tranquilla/sul giaciglio di piume/soffice e caldo/che tu/hai scavato/nella roccia/per me.”(“Quiete”)
Michela Vitturi si sente una creatura semplice che vive nel cuore della Terra e vive in simbiosi con la natura(“Plenilunio”).
L’ascesi spirituale talvolta è così forte che persino la mente viene considerata un ostacolo alla semplicità del corpo(“La mente mente”).
Il pensiero e lo stile di questa poesia sono caratterizzati da un contenuto quasi simile a quello dei Libri Sapienziali della religione orientale, ma anche occidentale. C’è un’adesione al paradosso e al linguaggio paradossale per cui :
“Sapere di non sapere/ecco dov’è il sublime./Non sapere convinti di sapere/ecco dov’è il malanno.//”
E ancora : “Ed è nell’alternarsi di Essere e Non- Essere/che appaiono dell’uno il gran prodigio/ e i limiti dell’altro./……….Sono il mistero più fondo del mistero,/la porta di ogni meraviglia.” da La Regola Celeste, il libro del Tao, Lao Tzù(traduzione di Paolo Ruffilli).
La poesia di Michela Vitturi è trasparente, chiara e incisiva come la sua anima: è un raggio di luce che coglie quei valori profondi e creaturali che stanno alla base di ogni arcobaleno della vita, ai confini del visibile, e li riporta a noi per farne dono a tutti.
Michela con la scrittura può arrivare alla soglia della “porta di ogni meraviglia”:
“Sarò il tuo raggio/di luna/che le tenebre/della notte/separa.”(“Passione”)

Sandra Evangelisti

Michela Vitturi è nata a Venezia nel 1959. Si è laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Padova con una tesi sull’inedito di Bertrand Russel “The Theory of Knowledge”, manoscritto del 1913. Ha collaborato a varie riviste con articoli, brevi saggi, racconti e recensioni. Ha pubblicato un libro di poesie dal titolo Ultravioletto(2009).
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Una risposta a “MICHELA VITTURI, “La tempesta dell’amore”, Biblioteca dei Leoni, 2014, Prefazione di Sandra Evangelisti

  1. Johnf208

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