Archivi del mese: novembre 2014

Da un’intervista ad Amelia Rosselli

“Non credevo di vivere a lungo, credevo romanticamente di bruciarmi entro i quarant’anni al fuoco di un rischio troppo grosso, qual è stato la scelta della mia vita. La scelta della poesia come l’ho vissuta, voluta io. Quasi spaccavo la macchina a volte per l’intensità con cui scrivevo. Ora mi trovo ad affrontare una seconda metà dell’esistenza a cui sono completamente impreparata e che m’interessa fino a un certo punto. La poesia non si addice alla vita normale, quella di tutti i giorni. Ora mi dibatto nella realtà, la osservo con altri occhi. Scrivere è chiedersi com’è fatto il mondo, quando sai com’è fatto forse non hai più bisogno di scrivere. Per questo tanti poeti muoiono giovani o suicidi. E’ come se lo scrivere dovesse essere legato ad una visione adolescenziale del mondo, e quando si raggiunge la maturità il desiderio di scrivere viene meno. E’ una tesi possibile”
(Amelia Rosselli, Interviste, 1978)

*

proprio prima di dovere partire scrissi
perciò voltando il dorso alla promessa
cose molto belle che solo tu con la
tua faccia infantile da ragazzo costretto
ad essere fiero puoi indicarmi.

Sì, scrissi finalmente cose belle, tutte
per te- non v’era pubblico più disattento.

(Amelia Rosselli, Documento)

Rosselliyoung

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