Una poesia inedita di Sandra Evangelisti

La montagna insegna ad inseguire il vento
e a guardare a terra e verso l’alto per non cadere
preda della gravità della valle.
I sentieri guidano alla cima
si incrociano e si incontrano, richiedono forza e misura
al corpo e al respiro, disciplina e coraggio nel cammino.
I sentieri a volte si chiudono.
Orientarsi nel bosco è difficile:
è necessario guardare la luce e capire l’andare delle direzioni
e dei punti. Avevo dimenticato che i miei piedi sono fatti
per sentieri di montagna e radure intrecciate nel mistero.
Adesso ricordo: l’odore di casa è quello del fumo del camino e del crepitio
della fiamma che scalda la pietra.
Un paiolo di rame appeso a cuocere il pasto.
E attorno la famiglia.

E tu, dimmi, che aroma ha il profumo del mare al tramonto
e cosa insegna la mattina quando alza il sole in levare
e da che parte dirige i passi la luce?
Ho sempre amato la linea d’orizzonte che divide gli spazi
in due cieli,
oppure è uno soltanto?

E l’acqua, dimmi del mistero dell’acqua fonda all’ imbrunire
e della schiuma che frange sugli scogli
e dei gabbiani che volano nella direzione dei sogni

Oppure la realtà è così cieca da non lasciarci
guardare oltre queste pareti di cartongesso
che dureranno qualche anno se abbiamo fortuna?
Desidero le mura antiche del borgo,
la pietra scolpita,
la dimensione vera del volto.
E gli alberi così nodosi da farci sentire parte
della storia
come il viso dei vecchi una volta
che racchiudeva il senso di una vita.
La pelle, quella vera, senza inganno.
L’immagine del mondo
oltre l’apparenza

588-11-42-21-6380

Annunci

1 Commento

Archiviato in Uncategorized

Una risposta a “Una poesia inedita di Sandra Evangelisti

  1. nazariopardini

    Una poesia ampia, folta, complessa ed arrivante, i cui versi frenano o si ampliano in base alle richieste di un’anima tutta volta a confessare ritmi vicissitudunali di incalzante emotività. C’è l’amore, il memoriale, la fuga; c’è il ritorno a profumi di radici evocative; c’è l’intento di svincolarsi dalla caducità del vivere per azzardare sguardi oltre la siepe che ci limita; e vi leggo la voglia di una realtà vera, senza bucce, come: “gli alberi così nodosi da farci sentire parte della storia/ come il viso dei vecchi una volta/ che racchiudeva il senso di una vita”; sì, tutto questo e in più: “La pelle, quella vera, senza inganno./ L’immagine del mondo/ oltre l’apparenza”.
    Complimenti per un canto tanto espanso quanto gli orizzonti a cui aspira un’anima troppo umana.
    Nazario