Archivi del mese: febbraio 2015

E con consueto tocco s’aggiustava l’anima – To my Mother

Ombreflessuose

A mia madre piaceva specchiarsi nei miei occhi

soprattutto nei giorni freddi e incolori…

Si rimirava a lungo il cuore e con consueto

tocco s’aggiustava l’anima.

Mia madre la sapeva lunga…

Ogni volta che si specchiava mi guardava dentro 

               –Ombreflessuose-        A mia Madre

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Mia madre è un pianeta – My mother is a planet

Ombreflessuose

Mia madre è una stella

La più lontana ad occhio umano

Ella vive di luce e buchi neri 

nell’ aldilà delle cose

Mia madre è un pianeta

nell’universo dell’ amore 

Mi gira sempre intorno

nella via lattea dei ricordi

Ombreflessuose

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Dell’amore – Aimer

JE AI BESOIN DE VOUS

Aimer- je ai besoin de vous.
Amore ho bisogno di te. Qui sento odio e freddo e violenza.
Ho paura dell’aria e nell’ aria a volte vorrei sciogliermi Mi mancano le tue parole I tuoi occhi diversi dai miei
La profondità del respiro la bellezza della parola Tutto quello che non so di te, tutto il desiderio che sento per la tua persona quello che non sono e che tu sei.
Non c’è luce nella mia vita e tutte le notti e tutte le lune non bastano a contenere il dolore da quando non ti vedo
Cammino come un’ombra, vivo nel rimpianto e lecco il nettare del ricordo poco alla volta perché non finisca,come bambina. Lo alimento se posso di Fantasia Mi dicono pazza. Sono una donna nuda e cieca avvolta in un velo e sussurro un canto infinito e sfinito. Non giudicarmi sfacciata perché ti ho desiderato da subito, e non pensarmi vigliacca se poi ho avuto paura -questo il limite-
Ci sono messaggeri indegni che non sanno le note del canto e che lo temono.
Cercherò la sacra Elànor cara agli dei tesse il telo della salvezza a difesa del suono che non ha fine, il Cuore del mondo: Poesia
E tu sei Canto.

…..se sei lontano non posso guardarti: gli occhi restano opachi come cenere.Vorrei anche solo poterti sfiorare le dita ogni tanto per tutto il resto del tempo

Soffio di vento olio tela 84 x 64

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Una Poesia Inedita di Sandra Evangelisti

DONNA

Sono volto insanguinato
sulla porta del mio tempo,
ventre esangue e sterile,
cimice d’asfalto,
tenebra di neve
e ghiaccio,
rivolo di sangue
che non cola
Ho sulle spalle
il dolore di ogni tempo
e di ogni terra
insieme.
Pesante e informe.
Dente di cane
incolto

Sono la tempra e il tempo
di ogni cosa e di ogni mondo
l’assalto e la tua corda,
sospesa affissa al cappio.
Ti amo e ti detesto
ti abiuro e ti rigetto,
e ti sospendo e prendo.
Sono lama d’argento e inguine
di miele e latte,
sapore di delizia
e acre spugna
d’aceto.
Inferno e paradiso
nel tuo grembo.
L’altra metà del tempo.
Abito in te.
Perché mi temi
se da me sei fatto?

Il fiume senza origine
né tempo che scorre
e ti trasporta.
Sono.
E la ferita senza nome
mai cucita
mai riempita,
né divisa.
Il mondo,
la sua origine.
La vita,
ed il Principio.
Ero al principio.
L’Origine
e la Fine.
L’Offesa e la Vendetta senza nome.

Grida il mio sangue.
Spezzato e sparso
sulla terra
e in ogni dove.
Avrà il suo nome?
L’origine ferita grida in me,
l’onta e la resa di ogni cosa.
Colpisci e affonda il nervo,
senza ragione e nome
e morirai con me e di me.
Io sono il guscio e il nome di ogni vita
e di ogni forza che qui muove
dal mio ventre,
da allora e sempre
nelle ere
e per gli eoni
Che ne sarà di me?

Ferita, offesa
percossa e più tradita
e calpestata
derisa ed umiliata
dal mio stesso sangue,
grido vendetta
e muoio per amore.
Che posso dare ancora?
Offesa e mutilata
e disprezzata
nella mia natura,
e per me stessa odiata
senza colpa
che non sia il mio sesso:
il ventre, le ossa
la pelle,
segmenti della luce
che mi porta e affanna
per portarti.

Figlio,
che cosa vuoi da me?
Non vedi. Sono morta ormai.
Coperta dal mio stesso sangue,
e per amore
della vita stessa uccisa.
Ferita,
crocifissa al muro,
appesa al fioco lume
della tua ragione.
Figlio, che cosa ne farai
di me?
Che cosa sarà poi
della tua vita
se mi uccidi?
Donna,
madre ed amante,
parte di te stesso
che rifiuti

e offendi nel nome
della razionalità
di un’esistenza
che solo in sé trova ragione
e per se stessa vive e muore.
Trenta denari
appesi
alla corda del tempo:
il prezzo del mio corpo.
E qui ne fanno scempio.

21_dipinti_coloratissimi_di_nielly_francoise

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